Negli ultimi giorni molti percettori dell’Assegno di Inclusione stanno notando qualcosa di diverso nelle ricariche di febbraio 2026. Dunque la domanda è sempre la stessa: c’è un errore? In realtà no. Si tratta, infatti, di una conseguenza prevista dopo l’entrata in vigore del nuovo ISEE 2026, cioè il documento che aggiorna la situazione economica della famiglia.
L’ISEE serve proprio a fotografare i redditi del nucleo familiare. Poiché ogni anno viene rinnovato, anche la prestazione deve essere ricalcolata. Detto questo, quando l’INPS riceve i nuovi dati, rifà da zero i conteggi dell’aiuto economico e adegua l’importo alla situazione più recente.
Molti beneficiari stanno ricevendo cifre più basse rispetto a gennaio e ai mesi del 2025. Non è un ricalcolo casuale: dipende dal fatto che nel nuovo indicatore entrano le entrate registrate nel 2025. Se la famiglia ha guadagnato di più, anche solo in parte, l’integrazione diminuisce. L’assegno, infatti, non è uno stipendio fisso ma un sostegno che completa il reddito disponibile.
Aggiornare l’ISEE 2026
Aggiornare l’ISEE 2026 è quindi fondamentale. Senza questo passaggio la prestazione resta attiva ma con importi minimi. Con l’aggiornamento, invece, l’INPS conosce tutte le entrate recenti e applica il nuovo calcolo. In generale succede questo:

- se i redditi sono aumentati → l’importo si abbassa
- se la situazione è simile → l’importo può comunque ridursi
- se la condizione economica è peggiorata → l’importo può salire, ma è raro
Come funzionano le riduzioni e quando l’importo si abbassa molto dell’assegno di inclusione
Vorrei chiarire un punto importante: nel conteggio non rientra solo lo stipendio. L’INPS considera anche redditi assimilati e alcune prestazioni erogate dallo stesso Istituto. Quando il totale supera circa 3.000 euro annui, scatta una riduzione progressiva. Il motivo è semplice: più entrate ha la famiglia, meno integrazione serve.
Questo effetto si nota soprattutto nelle famiglie piccole. Per esempio, per una persona single l’assegno integra il reddito solo fino a circa 6.500 euro all’anno. Superata questa soglia, la cifra scende rapidamente fino quasi ad azzerarsi.
Nel concreto, da febbraio 2026 le ricariche possono diventare molto leggere, cioè anche di poche decine di euro. Proprio per questo alcuni beneficiari pensano di rinunciare alla misura, poiché l’aiuto appare minimo. Comunque non si tratta di una sospensione: è semplicemente l’effetto del nuovo calcolo collegato all’ISEE aggiornato.

Incidono soprattutto i redditi percepiti nel 2025: piccoli lavori, collaborazioni, pensioni o altri sostegni sociali. Il nuovo indicatore tiene conto di tutte queste entrate e modifica la base di partenza del beneficio.
In conclusione, la variazione degli importi non è un’anomalia. È, infatti, il risultato del meccanismo della misura: l’Assegno di Inclusione viene adattato alla reale situazione economica della famiglia. Nella maggior parte dei casi ciò comporta una riduzione, mentre gli aumenti restano possibili solo quando la condizione economica peggiora davvero.
